Vorrei
dedicare questo spazio al ricordo di Djalma De Oliveira Costa,
conosciuto nel mondo del samba autentico sotto il nome
di ”Sabia”. Personaggio importante e molto amato nel morro
di Salgueiro. Molto gli deve la scuola di samba per il suo infaticabile
contributo in difesa dell’autentica radice salgueirense.
“Sabia” è autore di poemi che la scuola ha cantato nelle sfilate del
carnevale, i samba enredo più
antichi e che portarono la scuola di Salgueiro a essere definitivamente
riconosciuta tra le quattro più tradizionali e prestigiose del carnevale
carioca. La sua profonda conoscenza della storia e la sua nota dialettica
poetica si traducono chiaramente nei versi
dei suoi samba. Sabia è nipote di schiavi. Oggi in vita continua
ad essere il riferimento più valido per i curiosi o interessati alla
storia di Salgueiro.
Djalma
è stato ed è per me il grande amico da cui tanto ho ricevuto come
affetto e lezione di vita. Lavorava a Rio de Janeiro come taxista. La sua
macchina serviva alle più svariate necessità
degli abitanti della favela, dal trasporto di defunti a piccoli
traslochi. Guidava con una abilità eccezionale e conosceva tutti gli
angoli più remoti di Rio. Ritornava dal suo lavoro molto tardi di notte e
nella sua baracca scriveva con la sua elementare macchina per scrivere,
che era tutto ciò che possedeva materialmente.
"Lo
schiavo è il mio padrone, perché
quando io me ne vado, egli deve
restare lì per contare i soldi ,invece io ritorno a casa per scrivere…".
Una delle tante filosofiche
frasi che gli ho sentito dire. Un’altra volta mi ha detto che da dove
scriveva poteva vedere le stelle; una ironia, perché il tetto di casa sua
aveva grandi buchi… Per festeggiare la vittoria della rivoluzione, il
governo cubano nel 1959 invitò delegazioni
di paesi latini che rappresentassero il folclore. Vi andò un
gruppo di sambisti di Salgueiro che aveva come leader “Sabia”.
Testimoni diretti mi raccontarono la curiosità di Ernesto “Che”
Guevara al quale, in seguito ai dialoghi
avuti con Djalma, risultava difficile intendere come quella persona
che non aveva frequentato nemmeno la scuola primaria potesse essere così
informato sulle situazioni politiche e sociali del continente. E’ stata
la prima volta che il samba autentico oltrepassava le frontiere del
Brasile e
ovviamente prima che Cuba fosse catalogata come “l’orrendo
mostro del cattivo esempio”.
Djalma
si è sposato con Jurema Da Silva che era portabandiera della
scuola di samba “Depois Eu Digo“. La chiamava “Diva”,
e da questo matrimonio sono nate cinque adorabili creature che io
vedevo quasi giornalmente perché frequentavo la sua casa, che era per me
un altro rifugio di pace e amore. “Diva” lavorava in città come
lavandaia, e mi ispirò per comporre un samba alla sua memoria.
Canta per vivere
Canta senza piangereLa ragazza che lava i panni
Molti bambini da crescere
Canta per vivere
Canta senza piangere
C’è nelle mani della lavandaiaLa bellezza del posto.
Sta arrivando il giorno
Deve alzarsi
Scendendo dalla discesa
Non per cantare.
Canta per vivere
Canta senza piangere
Ha nella bolla di sapone
La speranza del domani...
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Canta pra viver
Canta sem chorar
A moça que lava ropa
Muita criança pra criar
Canta pra viver
Canta sem chorar
Tà nas mãos da lavandeira
A beleza do lugar
Ja vem rompendo o dia
Tem que levantar
Descendo da ladeira
No para de cantar
Canta pra viver
Canta sem chorar
Tà na bola do sabão
A esperança do amanha...
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A
volte Sabia mi portava a tarda notte alla favela di Mangueira. La scuola
“Estaçao Primiera Da Mangueira” era anch'essa di grandi tradizioni
e radice pura del samba. Per me era sempre commovente trovarmi in
pieno morro di Mangueira e potevo entrarvi soltanto se accompagnato da
Sabia. In Mangueira egli era molto rispettato e frequentavamo “Buraco
Quente” (Buco Caldo) del morro, dove si cantavano i pagodes (improvvisazioni
di versi, ndr), finchè sorgeva il sole e anche dopo.
Quando
l’alcool e la mia presenza di straniero provocavano tensioni, appariva
Sabia e diceva di me, rivolgendosi agli altri, “amico nostro” e
tutto tornava alla normalità. Ricordo una delle volte che gli animi erano
pericolosamente alterati contro di me. Comparse Sabia mettendomi nelle
mani un pandeiro (tamburello, ndr) dicendomi : "Fai
vedere quello che un gringo sa di samba". Io feci una
dimostrazione ritmica di un vecchio samba di Mangueira che ricordavo, e
ancora una volta Sabia e un pandeiro mi salvarono la vira.
Samba enredo di Salgueiro per la sfilata del 1956
“Brasile fonte delle arti”
di Djalma Sabia, Eden Silva, Nilo Moreira
E’ il Brasile fonte delle arti
pieno di mille ricchezze
e i nostri selvaggi
già si facevano notare
poi è arrivata la civilizzazione.
Le Accademie dando nuova formazione
La filosofia rudimentale.
Oggi abbiamo opere di talento
che vengono da ere lontane.
Abbiamo arti antiche e moderne,
Brasile, Brasile, Brasile,
fonte delle muse sei tu Brasile.
Io sogno, la gloria e la vita
Tesoro delle arti ritmiche.
Esaltiamo i nostri maestri brasiliani
Che perfino da altri maestri stranieri
Sono stati invidiati , con apoteosi laureati
Hanno avuto esaltato il loro valore
Imitato nel prodotto della loro fatica.
Brasile, Brasile, Brasile
Fonte delle muse sei tu, Brasile.
Il sogno, la gloria, la vita
Tesoro delle arti riunite. |
Samba enredo de Salgueiro para a desfile de 1956
"Brasil fonte das artes"
por Djalma Sabia, Eden Silva, Nilo Moreira
E' o Brasil, ponte das artes
cheio de riquezas mil
e os nossos selvagens
Ja se faziam notar
depois veio a civilização
as academias dando nova formação
a filosofia rudimentar
Hoje temos obras de talento
que vem de longinquas eras
temos artes antigas e modernas
Brasil Brasil Brasil
Fonte das musas es tu, Brasil
O sonho, a gloria e a vida
Tesouro das artes reunidas
Exaltamos nossos mestres brasileiros
que até por outros mestres estrangeiros
foram invejados com apoteoses laureados
tiveram exaltado seu valor
imitado no produto do seu labor
Brasil, Brasil, Brasil
fonte das musas es tu, Brasil
O sonho a gloria a vida
tesouro das artes reunidas |
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Samba enredo per la sfilata del 1955
"Nave negriera"
di Djalma Sabia e Amado Regis
Presentiamo
pagine e memorie
che hanno dato lavoro e glorie
all’altruista e difensore
tenace della gente di colore.
Castro Alvez, che anche si ispirò
E in versi ha descritto
La nave dove i neri
Ammucchiati e incatenati
Imprigionati nella stiva dell’imbarcazione
Con l’anima stracciata per tanto maltrattamento
Venivano per essere schiavi.
O – O – O – O
Nella nave negriera
il negro è venuto prigioniero
finalmente una legge
il traffico abolì.
Vennero altre leggi
e la schiavitù si estinse.
La libertà è sorta
come il poeta aveva previsto.
O – O – O – O
E’ finita la nave negriera
Non ha più prigionieri.
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Samba enredo para
o desfile do 1955
"Navio negreiro"
por Djalma Sabia e Amado regis
Apresentamos
paginas e memorias
que deram louvor e glorias
ao altruista e defensor
tenaz da gente de cor
Castro Alvez, que tambem se inspirou
e em versos retratou
o navio onde os negros
amontoados e acorrentados
em cativerio no parão da embarcação
com a alma em farrapo de tanto maltrate
vinham para a escravidão
O-O-O-O
No navio negreiro
o negro veio pro cativeiro
finalmente uma lei
o trafico aboliu
vieram outras leis
e a escravidão extingiu
A liberdade surgiu
como o poeta previu
O-O-O-O
Acabou-se o navio negreiro
não ha mais cativeiros |
Vorrei,
infine, ricordare altri grandi samba composti da Sabia:
- Chico Rei (insieme a Geraldo Babão)
- Exaltação aos fuzileiros
- Nuovo giorno (insieme a Eden Silva)
- Valongo
Molte
grazie, caro amico Djalma
Luis Agudo
-
continua -
le
prime due puntate sono state pubblicate sui numeri di marzo e aprile

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